Lo so che non ne potete più di sentirmi parlare della musica dei Radiohead, ma concedetemi quest’ultima esternazione di eccitazione e oserei dire soddisfazione di fronte alla consapevolezza che c’è chi con la musica riesce a suscitare emozioni così forti e vibranti da farti sentire felice. io ieri sera ero molto felice, avrei potuto cantare e ballare per ore, nonostante tutta la pioggia che mi era entrata nelle ossa, l’umidità, la stanchezza della schiena dato che non ci si poteva sedere neanche un po’ perchè era tutto completamente sporco e bagnato. eppure ero felice, di una felicità leggera, universale, un sentimento unico che abbracciava me e il mondo, rendendo tutto così degno di essere vissuto. c’è stato un momento in cui ho pensato che oltre al genio della composizione, alla bravura della voce, all’originalità dei testi e alla toccante vibrazione del tutto, ci fosse qualcos’altro. un non so che di angelico, di benedetto, nel riuscire a creare una tale atmosfera. casualmente appena sono saliti loro sul palco è smesso di piovere, e sembrava che niente ieri sera a milano potesse riuscirci, se non una preghiera.
forse quello che scrivo io dei radiohead lo scrivono milioni di persone al mondo dei loro musicisti preferiti, d’accordo. però non volevo esimermi dallo scrivere anch’io le mie impressioni. e da lasciarle scritte qui sopra, dove chiunque girando per caso, accidentalmente, può entrare e leggere.
God save them!


