ho appena finito di mangiare la mia pasta con tonno e capperi..non era niente male, anche se ho già bevuto tre bicchieri d’acqua..bè bisogna pur compensare il vino
ho riletto il testo della canzone di de gregori che mi ha lasciato stefano (oggi in ufficio l’avevo già fatto ma in frettissima) ed ho pensato a quante volte un dito ci indica il cielo e invece..invece si guarda solo il dito. ho pensato a quanto la vita è corta e larga. a quante cose ci sono dentro, come se fosse una grande scatola piena di sorprese, a quanto duri poco..
pensavo al mio collega stefano che si trovava nel pullman che è uscito fuori strada in egitto la scorsa settimana. è tornato a casa sano e salvo grazie al cielo. ma ha visto morire delle persone nello stesso momento in cui la morte gli è passata vicina, soffiandogli in un orecchio, e poi improvvisamente ha deviato ed è scesa su altri corpi scaraventati dalla distrazione di un autista spericolato. stasera mi raccontava come tutto è diverso da quel giorno, dal suo ritorno da quella vacanza finita così. ha qualche ferita addosso, niente di grave, ma ne ha diverse dentro, ed una profonda nel petto all’altezza del cuore. punto e a capo.
lasciamoci indicare il cielo, alziamo gli occhi e guardiamolo intensamente.
PS: non mi sono confusa con i nomi. si chiamano tutti stefano i protagonisti di questo post


